Secondo i calcoli EuroStat per il 2025, l’Italia si attesta ad avere un rapporto deficit-Pil al 3,1%, superiore alla soglia del 3% stabilito dal Patto di Stabilità e Crescita. Le manovre di austerità del Ministro Giorgietti non sono bastate, il disavanzo rimane ancora troppo alto (seppur di pochissimo) e il rientro slitta al 2027.
Nel Luglio 2024, dopo gli anni di pandemia in cui era stato sospeso il Patto, l’Italia è entrata nel percorso chiamato “Procedura per i Disavanzi Eccessivi” (PDE), a causa di un deficit superiore al 3% e ritenuto non temporaneo dalla Commissione Europea. A questo punto, nel Settembre 2025 il governo Meloni ha presentato il “Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine” (PSB) 2025-2029, con misure di riduzione del deficit e del debito.
Rimanendo quindi sotto infrazione, l’Italia non potrà effettuare manovre finanziarie espansive per stimolare la crescita; il focus rimarrà il contenimento del debito.
Le stime per il 2026 sono tutto tranne che rosee, l’aumento del costo dell’energia dovuto alla guerra in Iran farà crescere l’inflazione e la BCE sarà molto probabilmente obbligata ad alzare i tassi di interesse per contenerne gli effetti, con ricadute sul PIL di tutti i paesi europei.


