ELEZIONI DI MIDTERM: A NOVEMBRE SI VOTA PER CAMERA E SENATO IN USA

27 Apr , 2026 - Politica

ELEZIONI DI MIDTERM: A NOVEMBRE SI VOTA PER CAMERA E SENATO IN USA

Nel mese di novembre 2026 il popolo americano sarà chiamato a rimescolare le carte in gioco all’interno del Congresso, votando per le elezioni che cadono esattamente a metà mandato (da qui il nome “Midterm”).

Ad oggi, dopo le presidenziali del 2024 che hanno eletto il 119esimo congresso, la Camera è composta da 218 membri Repubblicani, 212 Democratici e 5 indipendenti o vacanti. Il Senato invece è composto da 53 Repubblicani e 47 Democratici.

Il Congresso (Camera e Senato) è quindi a guida Repubblicana.

QUAL È LA POSTA IN GIOCO

Sono in palio tutti i 435 seggi della Camera e un terzo di quelli del Senato (circa 33 seggi).

Se gli americani dovessero ribaltare la composizione attuale, Trump si troverebbero ad essere un allenatore senza giocatori. La Camera, avendo potere legislativo, potrebbe bloccare gran parte delle proposte di legge dell’agenda MAGA, supervisionare con più attenzione il potere esecutivo e  avviare un procedimento di impeachment (messa in stato d’accusa e eventuale rimozione dall’incarico per tradimento, corruzione o altri gravi reati e misfatti) verso il Presidente o altri membri del Governo.

Dunque Trump si troverebbe in una situazione decisamente scomoda come per sua ammissione; “Se non vinciamo le elezioni di midterm subirò l’impeachment”.

COSA DICONO I SONDAGGI

Storicamente il partito del Presidente in carica ha sempre perso mediamente 25 seggi tra Camere e Senato durante le midterm. Questo dato evidenzia come gli elettori del partito perdente alle presidenziali muovano un bacino di voti maggiore durante le votazioni di medio termine, oltre ad una fisiologica perdita di consenso di chi sta al potere.

Secondo 270toWin (Aprile 2026) i Repubblicani potrebbero perdere 16 seggi alla Camera e 3 al Senato, erodendo la maggioranza assoluta al Congresso.

Per un sondaggio di Reuters/Ipsos (Aprile 2026) il 77% degli elettori registrati incolpa il Presidente Trump per l’impennata dei prezzi della benzina (arrivata a 4$ al gallone, 1$ in più di due mesi fa) dovuto alla guerra in Iran. Per l’82% l’inflazione è una grande preoccupazione.

Per la piega che sta prendendo la guerra in Iran uno scenario favorevole al Presidente in carica sembra sempre più difficile da raggiungere.

Mappa della Camera secondo i sondaggi di 270toWin

SCENARI PASSATI

Uno dei primi grandi ribaltamenti del Congresso risale al 1976, poco dopo il famoso scandalo Watergate che riguardò il Presidente repubblicano Nixon, dove i democratici guadagnarono ben 49 seggi alla Camera e 4 al Senato. Le responsabilità dei repubblicani nell’attività di spionaggio ai danni del Partito Democratico vennero a galla tra il 1972 e il 1974, culminando in quell’anno con le dimissioni del Presidente Richard Nixon.

Il caso più recente risale invece al 2010, Presidente in carica Barack Obama. Quelle elezioni di midterm sfiorarono per poco la disfatta; i democratici persero ben 64 seggi alla Camera e mantennero una maggioranza risicata al Senato.


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